giovedì, Maggio 7, 2026

Ambasciatore Russia alla Biennale: “Italia bersaglio di brutali diktat Ue”. Blitz delle Pussy Riot

“La presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla domanda sulla partecipazione della Russia ha detto ‘la Fondazione Biennale di Venezia è autonoma’. Con la doverosa premessa ‘non sono d’accordo, ma’… proprio in quel ‘ma’ e la ringrazio, ha confermato la libertà e l’autonomia e quindi la libertà e l’audacia che sono il fondamento della civiltà del diritto”. Lo ha detto il presidente della Fondazione la Biennale Pietrangelo Buttafuoco oggi al Teatro Piccolo dell’Arsenale. “La civiltà del diritto è cosa ben diversa dagli statuti etici dove la legge è uguale per tutti diventa per tutti quelli che la pensano come noi, per come vogliamo noi” ha detto mentre le mostre sono aperte ancora solo ai giornalisti e agli addetti ai lavori, mentre il pubblico potrà accedere ai padiglioni dal 9 maggio. “Andare avanti e avere audacia e sviluppare in libertà i vostri progetti, questo lo raccomanda il presidente della Repubblica. Ebbene eccoci. Il capo dello Stato cui dobbiamo riconoscenza e rispetto ha detto chiaramente ai David di Donatello, qual è il mandato del lavoro artistico e culturale: libertà e audacia, siate liberi e audaci. Ebbene eccoci”. “A Venezia non abbracciamo le armi, prepariamo la pace”, ha detto ancora Buttafuoco tra gli applausi concludendo il suo intervento. “Non alimentiamo polemiche, apriamo discussioni. Ci guidano il diritto, il rispetto, la pace e il dialogo, valori che valgono per tutte le nazioni” ha sottolineato. Come ampiamente annunciato le Pussy Riot sono arrivate questa mattina ai Giardini della Biennale di Venezia per protestare contro la presenza della Russia alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte. Le manifestanti si sono presentate con l’ormai noto passamontagna fucsia, slogan anti-Putin, fumogeni blu e gialli come la bandiera ucraina e seni scoperti. Insieme a loro anche diverse decine di manifestanti aderenti a gruppi e movimenti vicini alla causa. Le Pussy Riot, collettivo punk rock russo noto per il loro arresto in Russia con l’accusa di ‘teppismo e istigazione all’odio religioso’ per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un’esibizione non autorizzata contro Putin, per questa occasione si sono unite le Femen, il movimento femminista di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008. Inizialmente era stato dato appuntamento ai giornalisti in una zona di Venezia al quale non si sono presentate e con un diversivo hanno compiuto il blitz al padiglione russo, azione bloccata poi dall’intervento della polizia. Intervento comunque pacifico, non ci sono state violenze, a quanto si apprende. Questo proprio mentre su Facebook l’ambasciatore della Russia in Italia A.V. Paramonov, che oggi ha inaugurato il padiglione russo, scriveva: “C’è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell’ossessione dell’Ue di perseguitare la cultura e l’arte russa attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione. È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell’Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la ‘cortina di ferro’ e impedire qualsiasi scambio trai paesi Ue e la Russia”. L’uscita dell’ambasciatore arriva dopo la seconda lettera inviata ieri dall’Ue alla Fondazione della Biennale che intimava: “Non sia occasione per la Russia di mettersi in mostra”. La missiva in questione è stata mandata venerdì scorso 1° maggio e il termine per la risposta è di 30 giorni, circostanza che non permette di sospendere i fondi prima. La questione di fondo, viene spiegato, è ancora strettamente legata alla Russia. La scadenza per rispondere invece alla prima lettera, basata sulla clausola contenuta nell’accordo di sovvenzione sul  rispetto da parte dei beneficiari dei valori etici, europei, quando ricevono fondi comunitari, è domenica 10 maggio, giorno successivo all’inaugurazione al pubblico dell’esposizione. L’obiettivo della Ue è “solo uno” cioè che la Biennale revochi la decisione di accettare gli artisti russi. Al governo italiano era stata invece mandata un’altra lettera e le risposte dell’esecutivo italiano “non influenzeranno la nostra decisione di sospendere o revocare il finanziamento” di 2 milioni di euro per il triennio 2025-2028. Le missive, viene specificato, “non sono assolutamente collegate”. La Commissione, viene riferito, si concentra sul “gesto simbolico” di consentire a Mosca di partecipare: “Che il padiglione sia aperto o chiuso, che la giuria si sia dimezza, non importa. La decisione resta”.

 

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