giovedì, Maggio 7, 2026

Colosseo, bagarinaggio e attacchi hacker: stretta sul cambio nome dei biglietti

Il bagarinaggio per saltare la fila è una storica piaga. Sfrutta persino i grandi nomi dello spettacolo per raccogliere un numero importante di tagliandi. Tra i nomi più popolari quelli di Pippo Franco e di Dua Lipa. Negli ultimi mesi il Colosseo e il suo sistema di biglietteria hanno subito due attacchi hacker digitali e uno concentrato sul call center. Giuseppe Mocerino, esperto in cybersecurity, ci ricorda che ogni giorno il nostro paese affronta migliaia di attacchi hacker su siti di alta visibilità. Oltre il 70% delle amministrazioni pubbliche affronta attacchi continui per tre fattori: sistemi obsoleti difficili da aggiornare, la complessità della rete con la moltiplicazione dei punti di accesso, gli errori umani che aprono varchi per la pirateria di nuovo conio. E colpire il Colosseo – conclude Mocerino – significa ottenere un impatto mediatico importante. Alla base degli attacchi denunciati alle autorità competenti, Polizia Postale, Guardia di Finanza e Autorità nazionale per la cybersicurezza possono esserci ragioni geopolitiche che sfruttano la gloria dell’Anfiteatro Flavio o, se guardiamo più in basso, il bagarinaggio che entra nella distribuzione esatta tra biglietti fisici (il 18%) e digitali (l’82%). Per riordinare gli accessi da lunedì la fila fisica è tutta spostata sulla Piazza del Colosseo per evitare truffe in uscita dalle metro, sabato prossimo ci sarà una stretta sui nomi per gli accessi digitali. Il direttore del parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici, ci ha illustrato le modifiche. Il cambio del nominativo sarà consentito solo per refuso del nome, per cause di forza maggiore documentate come un lutto o una malattia e per l’errata attribuzione del titolo (biglietto scontato o gratuito anziché intero). Per farlo entro sette giorni bisognerà inviare una mail a cambionominativo@ticketcolosseo.com oppure compilare apposito form su ticketing.colosseo.it. E saranno bloccati i tour operator che fanno incetta abusivamente dei biglietti previsti solo per il pubblico.

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