mercoledì, Agosto 12, 2026

Attentato a Ranucci, Lavitola davanti al giudice: nelle carte il piano per lanciarlo in politica

- Advertisement -

L’arresto di Valter Lavitola con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci apre una nuova fase di una vicenda che intreccia cronaca giudiziaria, rapporti personali e scontro politico. L’imprenditore, già dopo la perquisizione dello scorso luglio, aveva respinto ogni accusa definendosi “sconcertato” dall’ipotesi di aver organizzato l’attentato contro il giornalista. Non è escluso che anche davanti al gip possa scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere, limitandosi eventualmente a dichiarazioni spontanee. Nel frattempo gli investigatori stanno analizzando il materiale sequestrato, tra cui telefoni e computer, alla ricerca di ulteriori elementi utili per chiarire il movente e la ricostruzione dei fatti. L’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia di Roma è particolarmente insolita. Secondo gli inquirenti, Lavitola avrebbe organizzato l’attentato non contro Ranucci ma, paradossalmente, a suo favore, con l’obiettivo di aumentarne la notorietà pubblica e rafforzarne il profilo in vista di un possibile futuro politico. Gli investigatori ritengono tuttavia che il giornalista fosse completamente ignaro di qualsiasi progetto. Una circostanza ribadita anche dalla difesa di Ranucci, il cui legale Roberto De Vita sostiene che il conduttore sia vittima dell’attentato, del presunto tradimento di una persona considerata amica e della successiva esposizione mediatica e politica del caso. A rafforzare il quadro investigativo contribuiscono alcune conversazioni contenute negli atti dell’inchiesta. Dalle chat emerge un Lavitola convinto delle potenzialità politiche di Ranucci e determinato a incoraggiarne una discesa in campo. Già nell’ottobre 2024, secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’ex editore avrebbe rivolto al giornalista una serie di messaggi elogiativi. Tra le frasi citate dagli atti figurano riferimenti a un ipotetico futuro da leader nazionale: “Berlusconi ti avrebbe fatto copresidente” e “saresti uno dei pochissimi leader potabili di questo Paese”. In altri passaggi, Lavitola immagina addirittura Ranucci impegnato in un futuro “discorso di Capodanno”, simbolo di un possibile ruolo istituzionale di primo piano.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli