mercoledì, Giugno 17, 2026

Centri estivi, oltre un terzo delle famiglie in cerca di soluzioni

Per oltre una famiglia italiana su tre (36%) è iniziata la ricerca di un centro estivo dove poter collocare i figli durante la pausa scolastica. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa in concomitanza con la fine delle lezioni su tutto il territorio nazionale. Il periodo tra giugno e luglio rappresenta una fase particolarmente complessa per molte famiglie, soprattutto per i genitori che continuano a lavorare e devono conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. Tra le principali difficoltà segnalate figura il costo dei centri estivi, considerato un ostacolo rilevante. Secondo i dati dell’indagine, il 17% dei genitori rinuncia alla ricerca di una soluzione per via delle tariffe ritenute troppo elevate, mentre un ulteriore 7% non tenta nemmeno di iscrivere i figli perché convinto di non trovare posti disponibili. Solo il 40% delle famiglie dichiara di non avere particolari problemi organizzativi grazie alla presenza di alternative familiari per la cura dei bambini durante il periodo estivo. Nella scelta delle strutture, emerge una preferenza per le soluzioni legate al mare e alla campagna. In particolare, cresce l’interesse per le fattorie didattiche, che durante l’anno scolastico ospitano attività educative e che nel periodo estivo si trasformano in centri ricreativi. Queste strutture propongono attività all’aperto, sport e percorsi legati alla educazione alimentare, rappresentando anche una soluzione che consente una maggiore esposizione a contesti naturali rispetto all’ambiente urbano, particolarmente colpito dalle alte temperature estive. Il fenomeno evidenzia quindi una domanda crescente di servizi estivi per l’infanzia, in un contesto in cui fattori economici e disponibilità dei posti incidono in modo significativo sulle scelte delle famiglie.

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