mercoledì, Giugno 17, 2026

Colpi d’arma da fuoco in strada, arriva la condanna per un 62enne

Un uomo di 62 anni è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, oltre a una multa e al risarcimento dei danni, per una vicenda avvenuta nella notte del 6 febbraio 2024 nella zona sud-est di Roma, tra via Segesta e via Lidia, nel quartiere San Giovanni. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Emanuela Attura, che ha riconosciuto l’imputato responsabile dei reati di porto abusivo di arma da fuoco, esplosione pericolosa di colpi e minaccia aggravata. Il tribunale ha inoltre stabilito un risarcimento di 20 mila euro alla vittima e una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro in favore delle persone offese, oltre al pagamento delle spese legali. L’arma sequestrata è stata confiscata. Secondo la ricostruzione processuale, l’episodio sarebbe scaturito da un presunto fastidio per alcune citofonate notturne attribuite alle vittime. Nella stessa notte, l’uomo avrebbe affrontato due giovani in strada, accusandoli di molestie e minacce rivolte al figlio. Uno dei due ragazzi, rientrato temporaneamente a casa per recuperare alcuni oggetti dimenticati, avrebbe notato la presenza dell’uomo e di una donna nei pressi delle auto parcheggiate. Poco dopo, la situazione sarebbe degenerata. Dalle testimonianze raccolte in giudizio emerge che l’uomo avrebbe impugnato una pistola e avrebbe esploso un colpo in direzione dell’auto in fase di allontanamento. Successivamente si sarebbe avvicinato al giovane, costringendolo a scendere dal veicolo e a inginocchiarsi sotto la minaccia dell’arma, pronunciando frasi intimidatorie. Nel corso dell’episodio sarebbe stata richiesta e fotografata la patente di guida della vittima, mentre l’aggressore avrebbe continuato a rivolgere minacce prima di allontanarsi insieme alla donna che lo accompagnava. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato in seguito a una segnalazione al numero unico di emergenza. Sul posto sono intervenuti gli agenti dei commissariati competenti, che hanno raccolto le testimonianze delle persone coinvolte e della madre di uno dei giovani. Durante i rilievi della Polizia Scientifica è stato rinvenuto un bossolo calibro 9×21 sull’asfalto, successivamente repertato. La vicenda è stata definita nel corso di un processo celebrato con rito abbreviato, al termine del quale il giudice ha emesso la condanna.

Articoli correlati

Ultimi articoli