Gli alberi bioclimatici non arriveranno a Roma. L’ipotesi, presa in considerazione nei mesi scorsi prima per l’area di Borgo e successivamente per piazza dei Cinquecento, è stata definitivamente accantonata dall’amministrazione capitolina, che ha deciso di puntare sulla piantumazione di alberi tradizionali per contrastare il caldo e l’effetto isola di calore. Una scelta dettata principalmente dai costi ritenuti troppo elevati delle strutture artificiali, a favore di una soluzione considerata più sostenibile e duratura. Il nuovo indirizzo è già diventato realtà a piazza Risorgimento, dove tra venerdì 17 e sabato 18 luglio il Servizio Giardini del Campidoglio ha provveduto a mettere a dimora nuove alberature nel tentativo di restituire ombra e mitigare le elevate temperature registrate nell’area. La piazza, a pochi passi dalle Mura Vaticane, è infatti finita al centro delle polemiche nelle ultime settimane non solo per la viabilità, più volte criticata anche dal Municipio I, ma soprattutto per le condizioni del verde realizzato nell’ambito degli interventi per il Giubileo. Diversi alberi piantati durante la riqualificazione non hanno resistito alle alte temperature estive, mentre anche il prato ha mostrato evidenti segni di sofferenza, con la manutenzione dell’area verde affidata al Municipio I. Una situazione che ha suscitato proteste e segnalazioni da parte dei residenti e che è stata documentata anche dall’ex consigliere della Lega Daniele Giannini, il quale, utilizzando un termometro, aveva rilevato una temperatura al suolo di circa 60 gradi, evidenziando come la piazza fosse diventata una vera e propria isola di calore nonostante gli investimenti sostenuti per la sua riqualificazione. L’intervento del Campidoglio punta ora a invertire questa tendenza attraverso la sostituzione delle piante compromesse e la messa a dimora di nuovi alberi, con l’obiettivo di incrementare le superfici ombreggiate, migliorare il comfort climatico e rendere più vivibile uno degli snodi urbani più frequentati della Capitale.







